Retribuzioni e potere d’acquisto: dati internazionali e contesto italiano


Retribuzioni e potere d’acquisto: dati internazionali e contesto italiano


In un mercato del lavoro sempre più globale e competitivo, il confronto internazionale delle retribuzioni rappresenta una chiave di lettura fondamentale per comprendere la capacità di un Paese di attrarre, motivare e trattenere talenti. Dalla nostra analisi emerge come l’Italia sia ancora indietro rispetto alle principali economie europee, con impatti che riguardano tanto i profili manageriali quanto quelli operativi.

Il nostro studio ha confrontato il mercato italiano con quello di altri undici Paesi europei. Il risultato è chiaro: Belgio, Francia, Germania, Olanda, Regno Unito e Svizzera registrano livelli retributivi superiori per tutte le categorie professionali analizzate.

 

 

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Il gap retributivo tra Europa centro-settentrionale e orientale

Il confronto mette in luce differenze particolarmente accentuate nei Paesi dell’Europa centro-settentrionale. La Germania, ad esempio, presenta retribuzioni che, per alcune figure specialistiche, superano quelle italiane fino al 60%; anche Olanda e Belgio si posizionano, nella maggior parte dei profili analizzati, tra il 30% e il 46% in più.

Ancora più marcato è il caso del Regno Unito, dove le posizioni manageriali registrano retribuzioni mediamente superiori del 59,5%. Il dato conferma come i mercati del lavoro più maturi e caratterizzati da una forte competizione per i talenti continuino a investire in modo significativo sulle politiche retributive. Sul versante opposto, i Paesi dell’Europa orientale presentano livelli salariali inferiori rispetto all’Italia. Bulgaria, Romania, Ungheria e Polonia registrano infatti retribuzioni mediamente più basse per tutti i profili professionali, evidenziando tuttavia un trend progressivo che negli ultimi anni sta riducendo parte di questo gap.

 

Svizzera: un caso particolare

La Svizzera rappresenta il benchmark più estremo nella nostra analisi. Le retribuzioni risultano nettamente superiori rispetto a tutti gli altri mercati considerati, con differenziali che raggiungono livelli particolarmente elevati per le posizioni di leadership.

Per i Director, la retribuzione media annua supera i 417 mila euro, contro i circa 137 mila euro registrati in Italia. In altri termini, un dirigente svizzero può percepire una retribuzione fino a tre volte superiore rispetto a un collega italiano con un analogo livello organizzativo. Anche per le figure manageriali e specialistiche i differenziali restano estremamente significativi, confermando la forte capacità del mercato svizzero di attrarre professionalità altamente qualificate, anche facendo leva su pacchetti economici particolarmente competitivi.

 

Retribuzioni e potere d’acquisto

Sebbene il confronto tra le retribuzioni nominali rappresenti un indicatore essenziale, l’interpretazione dei dati richiede una prospettiva più ampia che tenga conto del contesto economico e inflazionistico dei singoli Paesi. Per questa ragione, la nostra ricerca ha analizzato anche il rapporto tra incrementi salariali e inflazione, elemento determinante per valutare l’effettiva crescita del potere d’acquisto delle persone.

Nel 2025 il bilancio appare complessivamente positivo: quasi tutti i mercati considerati hanno registrato incrementi retributivi in linea o superiori all’andamento dei prezzi. L’unica eccezione è rappresentata dalla Romania, che evidenzia un differenziale negativo tra crescita salariale e inflazione. Le previsioni per il 2026 mostrano uno scenario ancora più favorevole: in tutti i Paesi analizzati, infatti, il differenziale tra aumenti retributivi e inflazione dovrebbe risultare positivo oppure sostanzialmente allineato, indicando una fase di maggiore equilibrio tra compensi e costo della vita dopo gli anni caratterizzati da forti pressioni inflazionistiche.

 

Politiche retributive: la leva strategica per attraction e retention

I risultati della nostra indagine evidenziano come il tema delle retribuzioni non possa più essere letto esclusivamente su ottica nazionale. Sempre più organizzazioni operano infatti in contesti internazionali nei quali talenti, competenze e percorsi di carriera si confrontano su scala globale. In questo scenario, la definizione delle politiche retributive assume una valenza strategica per le aziende. La capacità di confrontare ruoli e responsabilità attraverso criteri omogenei e riconosciuti a livello internazionale permette di sviluppare sistemi di compensation più efficaci, supportando sia le attività di attraction sia i programmi di retention delle risorse chiave.

 

 

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